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Montemurro
I Paesi

Montemurro

Il suono del vento e l'oro in bocca

MontemurroCaratteristico borgo posto su un colle dominante la Valle e la splendida diga del Pertusillo è circondato da suggestivi boschi, vigneti e oliveti. Dal IV secolo ospitò ville di campagna di ricchi grumentini, di cui ancora si ha traccia percorrendo le stradine del paese, mentre nel medioevo fu sede di una comunità di monaci basiliani. Nel 1442 sorse il convento dei domenicani intorno al quale si formò il nuovo centro abitato. Tra la fine del '500 e la metà del '600 il paese diede i natali ad illustri pittori che operarono a Napoli: i fratelli Manecchia e i fratelli Sellitto. Durante i moti del 1820 e 1848 Montemurro ospitò una centrale carbonara animata da due indimenticabili patrioti Nicola e Giacinto Albini.
 
Patria della musicista Elisa Albini, figlia di Giacinto e abile suonatrice di pianoforte e mandolino, di Leonardo Sinisgalli, poeta e ingegnere di fama nazionale e della pittrice Maria Padula che, con la sua mano esperta e la fervida immaginazione, mostra nei suoi quadri l'essenza pura delle Valle.
 
A nord del paese, nella parte più antica, si manifestano le costruzioni di maggior fascino: Palazzo De Fina, Palazzo Imperatrice, La Corazza, Ragone e Palazzo Albini tutti con splendidi portali litici. In corso Garibaldi si incontra la casa di Leonardo Sinisgalli sulla cui facciata è incisa su lastra la poesia "Monete Rosse".
 
Nella stessa area è la Chiesa di San Sebastiano deposito di sculture lignee e tele dipinte. La Chiesa Madre conserva un settecentesco gruppo scultoreo con l'Addolorata il Crocifisso e San Giovanni, "la Porziuncola" una grande tela dipinta ad olio da pittore napoletano, alcune tele della seconda metà del '600 e la trecentesca scultura della Madonna di Servigliano che nei mesi estivi dimora nel Santuario, a lei offerto, poco distante dall'abitato. Dalla chiesa si accede al chiostro del convento francescano.
 
In località "Pietra Iaccata" vi è un'area boschiva ricca di vegetazione dove una sorgente di acqua freddissima sgorga da una pietra spaccata, particolare che dà il nome alla località. Il territorio è circondato da suggestivi boschi dove nel periodo autunnale si possono raccogliere castagne e varie specie di funghi. Diffuse sono le piantagioni di olivo dalle quali si ricava un ottimo olio, protagonista della più importante sagra estiva del paese. Di rilevante interesse turistico è il parco eolico situato lungo la strada di Santo Iaso, che con i suoi 36 aerogeneratori costituisce un'importante fonte di energia pulita.

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