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Sant'Arcangelo
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Sant'Arcangelo

Sant'ArcangeloScarse sono le notizie sull’origine del centro urbano di Sant’Arcangelo, probabilmente le sue origini sono da ricercare all’epoca longobarda, dato il toponimo relativo al Santo venerato dai Longobardi, mentre il nome di San Brancato deriverebbe la sua origine da San Barbato, vescovo della capitale longobarda e principale fautore della conversione del suo popolo al cattolicesimo.

Da San Brancato, provengono i rinvenimenti più antichi della zona, una necropoli con ricchi corredi e giocattoli in terracotta (conservati al museo della Siritide). Il borgo fiorisce con i Normanni, la famiglia più importante, fu quella dei Della Marra che governarono il feudo dal 1289.

Proprio un esponente dei Della Marra, Eligio, si deve la costruzione nel 1474 del monastero di Santa Maria dell’Orsoleo, per i frati francescani, ampliando la vecchia chiesa dell’Orsoleo. Il monastero è ricco di affreschi narranti storie evangeliche e francescane, alcuni di questi di Giovanni Todisco. Tra i vari dipinti presenti nel monastero, particolarmente interessante è un dipinto che raffigura un cavaliere nell’atto di uccidere un drago, infatti presso la cappella della chiesa era presenti due grosse mascelle ed una testa triangolare munita di corni e denti aguzzi, una specie di animale non prsente in queste zone, si racconta, appunto, che questi resti appartenessero ad un drago che dimorava in una grotta vicino al fiume nelle campagne di Gannano che uccideva i contadini.

Poco distante dal monastero sorgono alcune torri: la Torre Molfese, costruita per difesa del monastero, del territorio e delle strade, fu costruita intorno al 1500, fu dotata anche di una cappella dedicata alla Santa Croce (poco distante). Oggi la torre ospita il Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. L’altra denominata La Cavallerizza, di cui rimangono alcuni ruderi, era un maestoso palazzo con numerose stanze, citato in numerose carte geografiche (Atlante di D.A. Magini, Carta Seicentesca di Terra di Bari e Basilicata, Carta della provincia di Basilicata e Terra di Bari).

Dal 1517 al 1638, Sant’Arcangelo, fu di pertinenza dei principi Carafa, poi passò ai Colonna di Stigliano. Nel centro storico di Sant’Arcangelo si dislocano una serie di chiese, la Chiesa Madre, dedicata a San Nicola di Bari e che conserva affreschi del ‘700 e una fonte battesimale del ‘400 e una scultura lignea del XVI sec, la chiesa di San Rocco del XVI secolo, che è parte di un antico monastero di francescani, conserva un prezioso polittico su tela della metà del ‘600 di Battista Azzolino, tre tele di Pietro Antonio Fierro.

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