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San Martino d'Agri
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San Martino d'Agri

San Martino d'Agri

Il borgo di San Martino d’Agri si trova su un dosso posto tra due rami del torrente Trigella che scorre alle pendici nord-orientali del monte Raparo. Si ritiene abbia origini antichissime, come testimoniano reperti archeologici ritrovati in alcuni siti locali di origine romana e datati II-I sec A.C. Il Roselli, infatti, attribuisce la fondazione del paese ad alcuni profughi grumentini sfuggiti all’eccidio saraceno, traendo le conclusioni dal nome della chiesa di San Martino, esistita a nord del colle di Saponara.

L'impianto urbano vero e proprio di San Martino d’Agri risale però al IX-X sec. d.c. quando dei monaci di rito greco provenienti dall'oriente si insediarono alle falde del Monte Raparo. Nei secoli i monaci costruirono l’Abbazia di Sant’Angelo, ancora esistente, che s'impone per la bellezza degli affreschi del chiostro e per uno straordinario coro ligneo di inestimabile bellezza e valore.

Il primo documento ove è menzionato Sanctus Martinus risale al Dicembre del 1235, anno in cui Federico II assegnò la baronia del borgo alla sua damigella di corte, Guida de Dragonibus, per le nozze con Ugo Sanseverino di Chiaromonte.

Fece quindi parte della contea di Chiaromonte e fu assegnata in epoca angioina a Filippo della Leonessa, cui subentrarono i templari agli inizi del Trecento. In seguito, divenuta possedimento dei cavalieri di Malta, registrò una progressiva decadenza, venendo ripopolata sul finire del XV secolo da una colonia di albanesi di rito latino. Nel Seicento San Martino appartenne alla famiglia Vergara, dalla quale passò ai Sifola di Trani, ricca famiglia pugliese che assunse il titolo di baroni e vi padroneggiò fino alla fine della feudalità. Le famiglie più potenti specularono sul resto della popolazione contadina aggravandone le già estenuanti condizioni di vita. Il malcontento della popolazione facilitò le grandi migrazioni verso le Americhe che portarono ad una drastica riduzione degli abitanti, dai 4000 del 1896 ai 1300 del 1929. Nel patrimonio storico-architettonico spiccano: la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Rupe; il convento di Sant'Antonio degli inizi del XVI secolo, con l'annessa chiesa che conserva pregevoli dipinti e sculture sei-settecenteschi; i ruderi dell'abbazia di Sant'Angelo o di San Michele al Monte, fondata dai monaci basiliani nel X secolo.

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