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Abriola
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Abriola

L’abitato di Abriola, caratteristico paese di montagna situato a circa 950 m sul livello del mare, si sviluppa su tre creste rocciose. Gli affioramenti calcarei visibili nei vicoli e tra le abitazioni lo rendono altamente suggestivo. Altrettanto affascinante è il paesaggio circostante, essendo il paese inserito in un contesto ad alta valenza naturalistica che va dalla cima del Monte Pierfaone (1444 m) con i suoi acclivi versanti ricoperti di fustaie di cerri e faggi, alla Groppa di Anzi, dalle cime delle Dolomiti Lucane alle ultime propaggini del Massiccio del Volturino. 

Le origini e la storia di Abriola sono simili a quelle di altri centri abitati dell’entroterra lucano. Le prime tracce di insediamenti risalgono al IX secolo, quando i Saraceni, dopo l'occupazione di Conza nell’872, si spinsero fino in Lucania e ad Abriola fondarono una cittadella fortificata a presidio della vallata della Fiumara di Anzi.

Proprietario di Abriola divenne il saraceno Bomar, signore di Pietrapertosa, che nel 907 la cedette al longobardo Sirifo. Secondo lo storico Giacomo Racioppi, il toponimo Abriola potrebbe essere ricondotto a quest’epoca e derivante da Briola “luogo di caccia di un conte longobardo”.

Nel XII secolo divenne feudo all'interno del Principato di Taranto e nel corso dei secoli si susseguirono diversi casati, tra cui quello dei D'Orange, dei Di Sangro, dei Caracciolo e infine dei Federici. Nel 1809 l’intera famiglia del barone Federici fu sterminata ad opera di una delle più temute bande di briganti dell'epoca, capitanata da Domenico Rizzo, detto Taccone. L'orografia dei luoghi e la presenza di folti boschi rendevano il territorio di Abriola, Calvello, Anzi e generalmente della montagna interna lucana, luogo ideale per le scorrerie di queste orde di briganti tra cui si ricorda Antonio Locaso, nativo della città.

Un personaggio illustre di Abriola è il pittore Giovanni Todisco, vissuto tra il 1500-1600.

A pochi chilometri da Abriola oggi è presente il comprensorio sciistico Sellata-Arioso, formato da due località, Abriola e Sasso di Castalda, riservato agli amanti degli sport invernali e della natura.
Gli impianti sciistici si estendono in un paesaggio ricchissimo di faggi secolari che giugono fino alla cima del Monte Volturino, ma anche verso le sorgenti di Fossa Cupa e Arioso, verso Pietra del Tasso. Offre 6 impianti di risalita e 10 piste, tutte collegate sci ai piedi, per un'estensione di 8 km, che spaziano dai 1350 metri della Sellata fino ai 1740 del Monte Pierfaone e ai 1710 del Monte Arioso. Il collegamento sci ai piedi con il versante sciistico di monte Arioso è garantito dalla presenza della sciovia di collegamento Fosso Neviera.

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