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La terra di mezzo tra luci e colori

Il Progetto “GREEN ROAD BASILICATA” propone un'innovativa progettazione di integrazione tra la terra e il mare attraverso itinerari non tradizionali, che si sviluppano in percorsi, attività e iniziative nel pieno rispetto dello sviluppo sostenibile ambientale. Obiettivo è ridurre la concentrazione del turismo nei tradizionali circuiti estivi, prendendo in esame le possibilità di distribuzione dei flussi per l’intero arco dell’anno nelle aree dell’entroterra lucano, caratterizzate da un patrimonio naturalistico, culturale ed enogastronomico capillarmente diffuso, ma non adeguatamente conosciuto e valorizzato. L’idea è, dunque, di favorire un “modello” di sviluppo turistico basato sull’integrazione dei due prodotti favorendo un turismo sostenibile, dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

 

“Dalla costa ai calanchi fino ai monti”, un viaggio tra le diverse peculiarità paesaggistiche che la Basilicata offre, un itinerario ricco di sfumature cromatiche, geologiche e faunistiche, delle quali potete godere durante il percorso. La rotta segue il tragitto della strada statale 598, in una suggestiva alternanza di ambienti e paesaggi. L’itinerario ha inizio dalla costa ionica,da Metaponto a Nova Siri, un litorale che offre al visitatore vasti arenili di sabbia finissima giallo dorata e ampie spiagge di sabbia e ciottoli. Procedendo, da nord-est verso sud-ovest, si incontra il lago Salinella, unico lago salmastro della zona, situato alla foce del fiume Bradano.  Continuando in direzione sud-ovest, il cordone di duna, conduce al margine della Riserva Statale di Protezione di Metaponto (240 ettari) tra le foci dei fiumi Bradano e Basento. Vicino a questa è la Riserva Statale biogenetica di Marinella Stornara (45 ettari). Le pinete retrodunali continuano, quasi ininterrottamente, nei territori comunali di Pisticci e di Scanzano Jonico. In quest'ultima località, l'area di foce del Cavone genera un'ulteriore area umida di rilevante interesse botanico e ornitologico. Verso il confine con la Calabria si trova il Bosco di Policoro, altra Riserva Regionale. 
Continuando il nostro cammino, si rileva il paesaggio dei Calanchi, che ricordano vagamente gli orizzonti desertici della Cappadocia, un’ampia distesa collinare modellata in milioni di anni dalle forze naturali. Il territorio,brullo e ricco di argilla bianca, è scosceso e caratterizzato da precipizi e valli scavate dall'erosione delle acque.  Nel comprensorio dei Calanchi Lucani tra i comuni di Pisticci, Montalbano Ionico, Craco, Stigliano, Ferrandina, Salandra, Tursi e Aliano è possibile notare solchi disposti in maniera parallela o a ventaglio, creatisi per effetto dell'erosione delle acque superficiali sui pendii argillosi e descritti perfettamente nell'opera di Carlo Levi "Cristo si è fermato ad Eboli. 
A segnare il confine tra la zona dei Calanchi e l’entroterra valdagrino sono le suggestive Murge di Sant’Oronzo. Le murge rientrano nell’area protetta del Parco Nazionale Val d’Agri Lagonegrese. La morfologia della Valle è caratterizzata da una corona di rilievi che borda un fondovalle pianeggiante. I terreni più antichi si originarono svariati milioni di anni fa sull’oceano primordiale chiamato Tetide e le rocce che ne derivano, i calcari, furono poi deformate e fratturate da spinte tettoniche, che formarono la dorsale che costituisce l’Appennino Lucano. L’azione chimico-fisiche delle acque sui calcari, combinata agli effetti della tettonica, ha prodotto numerose cavità carsiche, tra queste la grotta di Castel di Lepre a Marsico Nuovo. L’ultima nata tra le riserve della valle è quella di Monte Scuro, la più grande dell’intera valle, una tipica riserva montana, compresa tra i 600 e i 1727 metri, che ospita una ricca rappresentanza faunistica e floristica. Un’altra perla presente nella valle è l’oasi naturale Bosco Faggeto, riconosciuto Sito di Interesse Comunitario, piccola area protetta sita nel comune di Moliterno. Lo stesso bosco ospita da circa tre anni una tappa del GIROS (Gruppo Italiano Ricercatori Orchidee) che vi ha individuato dodici specie autoctone. Attraversando le alte vette della Val d’Agri, si giunge nella bucolica valle della Camastra, che ospita le riserve naturali di Serra di Calvello, la Faggeta di Pierfaone e la Riserva Naturale Regionale dell’Abetina di Laurenzana che garantiscono la sopravvivenza di diversi  habitat.